Kamishibai – Racconti in valigia

Interessante workshop organizzato dalla casa editrice Artebambini di Bologna su questa antichissima forma giapponese di narrare storie.

Il Kamishibai (纸 芝 居 Kamishibai), traducibile come “dramma di carta”, è una forma di narrazione che ha avuto origine nei templi buddisti nel Giappone del XII secolo, dove i monaci, utilizzavano gli emakimono per narrare ad un pubblico, principalmente analfabeta, delle storie dotate di insegnamenti morali.

La tecnica del kamishibai è rimasta nelle tradizioni del Giappone per secoli, ma ha conosciuto un momento di splendore negli anni fra il 1920 ed il 1950. Il Gaito kamishibaiya, o narratore, si spostava da un villaggio all’altro in bicicletta ed utilizzava battere due pezzi di legno collegati da un cavo comunemente chiamato hyoshigi, per annunciare il proprio arrivo nei villaggi. I bambini che avevano comprato caramelle dal Gaito kamishibaiya si potevano assicurare i migliori posti di fronte al palco. Una volta che si era formato un pubblico, il Gaito kamishibaiya iniziava a raccontare le proprie storie servendosi di un set di tavolette di legno sulle quali erano disegnati i vari passaggi della storia che avrebbe raccontato. Le storie erano spesso seriali, e nuovi episodi venivano raccontati ad ogni visita al villaggio.

La rinascita del Kamishibai itinerante può essere associata con la grande depressione degli anni venti, e con la possibilità che rappresentava per i tanti disoccupati, molti dei quali erano la conseguenza dell’avvento del cinema sonoro, di guadagnare piccole somme di denaro. L’usanza del Kamishibai è stata quasi del tutto soppiantata dall’arrivo della televisione negli anni cinquanta, benché sia stata recentemente rilanciata nelle biblioteche e nelle scuole elementari giapponesi.

Incontro con l’India: Milòn Mèla e la ricerca delle sorgenti

Laboratorio di arti performative indiane con musicisti BAUL, danzatori CHHAU, danzatori GOTIPUA, un maestro d’arti marziali KALARI PAYATTU, un maestro di Hatha Yoga. Gli artisti propongono le loro pratiche in un seminario diretto da Abani Biswas, collaboratore di Jerzy Grotowski nel Teatro delle Sorgenti.

To see clear” questa breve frase di Abani Biswas racchiude il senso profondo dell’intenso workshop al quale abbiamo partecipato nei primi giorni di agosto presso la casa-laboratorio Cenci di Amelia.

Abani Biswas fu uno dei principali componenti del Teatro delle Sorgenti (1979 – 1983) che Jerzy Grotowski diresse in India, in Polonia ed in Italia.

La successiva collaborazione con maestri di antiche discipline performative e la creazione nel 1990, del centro di lavoro “Theatre House” a Santiniketan (Bengala), hanno dato luogo alla creazione di Milòn Mèla.

Il metodo di lavoro proposto si rivolge all’esperienza del Teatro delle Sorgenti e alle tecniche di rappresentazione di antiche discipline dell’India. Il silenzio, l’osservazione, le azioni fisiche costituiscono la chiave di ricerca per stabilire un incontro tra rituale e contemporaneità.

Nei laboratori c’è una parte molto vicina al “fenomeno teatrale” che si esplica nella collaborazione con gli artisti tradizionali di Milòn Mèla; un’altra si occupa di tecniche (tecniche di movimento, di attenzione, di concentrazione) che riguardano il “fenomeno umano” nella sua interezza.

I laboratori possono essere un momento di confronto, di sfida, e si propongono di attivare una spinta creativa e positiva verso l’agire, verso il miglioramento di ciò che non ci soddisfa e del quale sentiamo la mancanza.

Riuscire a realizzare “qualcosa” che non si trova nella vita di tutti i giorni è un’esperienza fondamentale per l’essere umano. Altro obiettivo fondamentale è l’offrire la possibilità di strutturare un proprio training personale di alto livello professionale.

Il laboratorio non intende insegnare ai partecipanti discipline provenienti da altre culture ma avviare in ogni individuo un processo creativo e fornire un avanzato training di preparazione professionale. L’obiettivo è di elaborare delle tecniche che, al di là delle differenze culturali, siano in grado di decondizionarci dal contesto attuale in cui viviamo.

Abani racconta: “La partecipazione al Teatro delle Sorgenti mi ha permesso di entrare in un processo che coinvolge l’essere umano nella sua totalità (corpo – emozioni – mente) e che contemporaneamente lo pone di fronte al mondo e quindi al problema dell’agire, dell’essere attivo nella propria vita personale ed in un contesto ben determinato: quello della cultura, dell’arte e del teatro”.

Le tecniche delle origini sono sia drammatiche che ecologiche:
– sono drammatiche perché su di esse si fondano le più antiche arti performative, “Azioni”, talvolta molto elementari, ad esempio un particolare modo di camminare, un ciclo di movimenti, vibrazioni sonore che hanno la capacità di agire sul sistema psicofisico individuale; si tratta inoltre di tecniche attive e non contemplative.
– sono ecologiche, perché situano sempre l’uomo di fronte alle forze della natura ed alla “propria” natura. Il rispetto del silenzio è la condizione più importante per il lavoro e la concentrazione. Mantenere il silenzio rappresenta una dieta per la mente, un digiuno verbale che purifica e disintossica dall’eccesso d’informazione e dagli automatismi. Tramite il silenzio, si rispetta l’altra persona prima di coinvolgerla.

Si praticano le forme di base delle arti Kalaripayattu, Chhau e Gotipua, si apprendono posizioni di Hatha Yoga (asana), si dà voce ad antichi testi sacri (mantra) e canti tradizionali.
Si effettua un’immersione nell’interpretazione viva di poemi epici:
i danzatori Chhau presentano coreografie dai Purana e dal Mahabharata, i danzatori Gotipua presentano il Ramayana e il Krishna-Lila. I musicisti Baul cantano i versi dei poeti mistici medievali, i maestri Kalaripayttu si esibiscono in combattimenti con i bastoni e nella danza del fuoco.
(testo tratto da www.cencicasalab.it)

Viaggio a Cechoville

“Viaggio a Cechoville è un lavoro innovativo e sperimentale” spiega la regista Monica Ciarcelluti, “che mette in atto i nuovi principi della messa in scena, secondo cui la narrazione non è più il motore della messa in scena”. In Cechov è sempre molto forte la dicotomia tra vita di città e di provincia. La città è il luogo per eccellenza dove poter vedere realizzati i propri sogni in una vita ideale, che mai si compie per incapacità dei personaggi ad essere nell’azione. Ecco perché ho scelto la città. Ho immaginato invece che per un attimo questi personaggi riuscissero ad arrivare in una città ideale, una città-cosmos senza connotazione, Cechoville appunto, emblema della comune anima universale ma anche dei paradossi legati alla vita umana. I personaggi delle opere di Cechov vengono da un mondo lontano, danno corpo all’incanto del teatro, svanendo poi nel nulla, così come sono arrivati. Siamo nel Postdrammatico.

 

Aperte le iscrizioni al Corso in Teatro d’infanzia

banner-corso-teatro-infanziaSono aperte le iscrizioni al Corso di formazione continua in Teatro d’infanzia.

Destinatari del corso: educatori, gestori e coordinatori di asilo nido, insegnanti della scuola dell’infanzia, operatori dei servizi per l’infanzia.

Il corso teorico-pratico si propone di formare operatori capaci di utilizzare il potenziale educativo del teatro nella progettazione e realizzazione di percorsi laboratoriali che facciano uso di linguaggi e tecniche dell’arte teatrale all’interno della normale prassi educativa. L’abilità che si intende costruire non è quella dell’attore, ma è quella di un educatore capace di raggiungere i propri obiettivi formativi attingendo all’ambito della “teatralità”, per una gestione più consapevole della dimensione emotiva, relazionale e cognitiva del bambino. L’operatore sarà accompagnato nella riflessione teorica sul potenziale educativo del teatro, sperimentandola poi direttamente in laboratori esperienziali, in cui attraverso processi di ricerca condivisa è possibile dare una nuova e più consapevole vita al quotidiano nei Nidi e nelle Scuole dell’Infanzia.

Per ulteriori informazioni e iscrizioni visita il sito web www.teatrolab.org/teatroinfanzia
oppure contattaci:
e-mail: formazione@teatrolab.org
telefono: 328.4155328    347.9054291

Viaggio a Cechoville

web-promo-vig-cechoville-lowscherzo senza dramma e senza finale
Spettacolo di teatro urbano
 
ideazione e regia Monica Ciarcelluti
collaborazione artistica Riccardo Palmieri
con  Rossano Angelini, Mariangela Celi, Ludovico Costanzo, Maria Pia Di Domenico, Romina Evangelista, Mauro Mancinelli, Marco Massarotti, Riccardo Palmieri, Alessandro Rubino,  Laura Tondelli, Stefania Zeoli
Alessio Fratoni (fisarmonica) Massimo Di Moia (contrabbasso)
allestimento Mariangela Celi, Marco MassarotttiLaura Tondelli
luci Marco Massarotti
produzione Le Funambole
in collaborazione con Arterie C.i.r.t.Instabile 19, Artisti per il Matta
un grazie particolare a Enzo De Leonibus 

Cechoville è un microcosmo lillipuziano. I suoi abitanti, vengono da un mondo lontano, il mondo delle opere del drammaturgo russo Anton Cechov, abitano la città, danno corpo all’incanto del teatro, svanendo poi nel nulla, così come sono arrivati. I personaggi compaiono, si affannano in un breve frangente di vita e poi si eclissano, lasciando dietro di sé un indefinibile senso di vacuità. 

Siamo nel post-drammatico.

I testi sono tratti da “Il giradino dei cigliegi”, “Il Gabbiano”, “Zio Vanja”,

“Le tre sorelle”, “La Signora col Cagnolino”, “I danni del tabacco”, “Le ostriche”,

“L’orso”.

durata 50 min.
pubblico: 50 spettatori per replica
repliche: 29 dicembre (h. 21.00); 30 dicembre (h. 18.00 – 21.00
)

prenotazione vivamente consigliata
info e prenotazioni: funamboleteatro@gmail.com,  tel 320 442 80 86

ingresso 8 Euro (5 euro, ridotto per studenti e under 25)

Pedagogia del Movimento

12141633_841686282613614_2781489393051060302_nSEMINARIO INTRODUTTIVO al “Corso di Formazione in Pedagogia del Movimento”

LA DANZA VA A SCUOLA III Edizione
Ottobre 2015 Sabato 24 | Domenica 25 Roma
a cura di Susanna Odevaine

Il seminario propone un punto di vista sull’educazione al movimento e offre degli esempi di pratiche laboratoriali rivolte ai bambini in ambito scolastico, che ciascuno potrà modulare secondo la propria necessità e sensibilità. Il seminario inoltre, è un’occasione per conoscere alcuni dei principi generali alla base del Corso di Formazione in Pedagogia del Movimento La danza va scuola.
L’incontro prevede diverse fasi: esperienze pratiche, analisi del lavoro svolto (finalità, contenuti, riferimenti metodologici), ipotesi di lavoro (confronto tra partecipanti su altri sviluppi e applicazioni).
Destinatari: insegnanti, operatori di area motoria-espressiva e musicale, assistenti alla comunicazione, educatori, psicomotricisti, musicisti e danzatori.
Sede del corso: Roma TEATRO DUE – Vicolo Due Macelli 37 – Metro Spagna
Orari: Sabato 14.00-18.00 Domenica 10.00-13.00|14.00-16.00
INFO progettoeducativo@choronde.it – www.ladanzavaascuola.it

Hortus conclusus

12027533_1660360297514278_1452177456273943656_nTorna allo Spazio Matta il grande maestro del Teatro Contemporaneo Jurij Alschitz con un laboratorio su Anton Cechov e il teatro-postdrammatico.

Hortus conclusus – L’arte della distruzione per la creazione

11-16 ottobre 2015

Piccolo blu e piccolo giallo

piccolo-blu-piccolo-gialloPer inaugurare il progetto BimboTeatro è stato scelto “Piccolo blu e piccolo giallo“.

Un libro sull’universo dei piccoli, un universo fatto di pochissimi elementi ma di una forza travolgente, di una verità assoluta legata ad un tempo che non conosce ieri e non conosce domani. La non dualità, la potenza dell’istante eternamente presente narrati con una leggerezza comunicativa ineguagliabile.

Attraverso pochi tocchi di colore e poche parole, Lionni racconta l’intero mondo del bambino, racchiuso in un singolo istante di vita.

Il verde e il blu che si mescolano per raccontare una grande storia di amicizia dove ognuno lascia tracce di sé nell’altro, dove la contaminazione è linfa vitale, un grande specchio in cui riflettere e scoprire se stessi.

ghènesis

Il 9 aprile 2011 a Chieti presso il Museo “La Civitella” nell’ambito della mostra pittorica “Il grembo della dea madre” andrà in scena

ghènesis

 

 

 

in scena
Giulia Parrucci e Rossano Angelini

drammaturgia Giulia Parrucci

regia Rossano Angelini

musiche J. Brahms, I.F. Stravinskij

Note di drammaturgia
Ghènesis: nascita, creazione, origine. Ghènesis: il regno dell’Accadere. Per Omero, elemento dell’Acqua. L’Acqua come nascita, creazione, origine della Vita. Come scintilla creativa nel grembo della Dea Madre. Come profezia e follia dell’Uomo per l’esplorazione e la conoscenza del profondo Essere.

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