Lo spazio vuoto

Venerdì 7 ottobre 2016 – ore 18
Schola dell’arte dei Tiraoro e Battioro – San Stae – Venezia

Performance teatrale “LO SPAZIO VUOTO. Haiku in forma scenica” a cura di TeatroLab
in occasione del vernissage della mostra pittorica dell’artista Gabriella Capodiferro “Luce Acqua Vento” a cura di Enzo Di Martino.

In scena

Giulia Parrucci e Rossano Angelini

Teatri del Cimone – Festival di teatro contemporaneo

quel-che-restasabato 13 Montecreto (Mo) ore 21- Parco dei Castagni
domenica 14 Lama Mocogno (Mo) ore 21- Teatro La Rotonda
ARTERIE presenta
“Quel che resta”
liberamente tratto dal romanzo “Chiedi alla Polvere” di John Fante

drammaturgia e regia Monica Ciarcelluti
con Rossano Angelini Mariangela Celi, Monica Ciarcelluti,
Maria Pia Di Domenico, Marco Massarotti, Mauro Mancinelli, Stefania Zeoli
luci Marco Massarotti
costumi Annalisa Teseo
foto di scena Gianni Colangelo
allestimento Associazione Filodrammatica Moby Dick
collaborazione artistica Riccardo Palmieri
produzione Arterie Cirt
con il sostegno Le Funambole
in collaborazione con Artisti per il Matta
si ringrazia TeatroLab

Presentato in anteprima nella sua versione provvisoria al festival “Il Dio di Mio Padre” VII edizione (2013), “Quel che resta” è liberamente ispirato alla Saga di Arturo Bandini dello scrittore italo-americano John Fante. Il protagonista, personaggio immaginario, arriva in America con il sogno di diventare un grande scrittore, con il desiderio di farcela e affrancarsi dalle sue origini italiane e povere. Con lui e come lui, arrivano tanti altri personaggi con origini diverse e che nell’opera abitano vite ai margini di una umanità assente e distratta,
sotto il segno dei temi legati ai problemi dell’immigrazione e il desiderio di raggiungere i propri sogni. Una metafora viva, pulsante dell’essere umano che, nonostante tutto, insegue sogni, illusioni e desideri.

Quel che resta – Spettacolo teatrale

fante“Quel che resta” spettacolo di teatro contemporaneo sotto il segno di John Fante
Spazio Matta
via Gran Sasso – Pescara
sabato 14 maggio ore 21:00 e domenica 15 maggio 18:30
MATTA IN SCENA- Rassegna di Teatro Contemporaneo

in scena: Mariangela Celi, Rossano Angelini, Maria Pia di Domenico, Romina Evangelista, Mauro Mancinelli e un bravissimo Marco Massarotti nel ruolo di Arturo Bandini.

regia: Monica Ciarcelluti

«La nostra storia apre un immaginario sospeso tra incanto e disincanto, dove i protagonisti abitano vite ai margini di un’umanità assente e distratta. La labile fragilità della vita è paradossalmente l’unica condizione per poter esistere. Una dimensione onirica dove tutto è teatro e immaginazione.» Monica Ciarcelluti

Info evento: QUEL CHE RESTA// n. 6 spettacolo – Matta in Scena
Arterie Teatro in collaborazione con TeatroLab

Viaggio a Cechoville

“Viaggio a Cechoville è un lavoro innovativo e sperimentale” spiega la regista Monica Ciarcelluti, “che mette in atto i nuovi principi della messa in scena, secondo cui la narrazione non è più il motore della messa in scena”. In Cechov è sempre molto forte la dicotomia tra vita di città e di provincia. La città è il luogo per eccellenza dove poter vedere realizzati i propri sogni in una vita ideale, che mai si compie per incapacità dei personaggi ad essere nell’azione. Ecco perché ho scelto la città. Ho immaginato invece che per un attimo questi personaggi riuscissero ad arrivare in una città ideale, una città-cosmos senza connotazione, Cechoville appunto, emblema della comune anima universale ma anche dei paradossi legati alla vita umana. I personaggi delle opere di Cechov vengono da un mondo lontano, danno corpo all’incanto del teatro, svanendo poi nel nulla, così come sono arrivati. Siamo nel Postdrammatico.

 

Cechoville

cechoville-modena7-12 Marzo 2016
Čajka Teatro d’Avanguardia Popolare
via della Meccanica-Modena

Cechoville
laboratorio di teatro urbano su Anton Cechov

direzione Riccardo Palmieri di Arterie C.i.r.t.
ideazione Monica Ciarcelluti di Arterie C.i.r.t.

promosso da Arterie Cirt
con il sostegno de Le Funambole
in collaborazione con Instabile 19 e TeatroLab

Cechoville nasce come laboratorio permanente e itinerante per la messa in scena di “Viaggio a Cechoville”, spettacolo di teatro urbano. Il gruppo di ricerca guidato da Monica Ciarcelluti, attrice e regista di Arterie, ha il fine di mettere l’attore in continua posizione speculativa affinché la messa in scena sia sempre rigenerata e viva. Viaggio a Cechoville è un’opera aperta, un organismo mutevole e si trasforma con la geografia dei suoi movimenti e si arricchisce continuamente di nuovi materiali. È un viaggio drammatico.

Poetica pedagogica
La poetica pedagogica del Gruppo Arterie nasce dal percorso di vita e di formazione che vede l’esplorazione del testo come indagine prima intima e personale, poi come immaginario collettivo e condiviso. Prioritario è lo studio dell’immagine teatrale, della composizione legata al tema e della deframmentazione linguistica, tutti assorbiti dalla scuola russa soprattutto di ultima generazione. Un approccio teatrale che attinge sia dall’aspetto liturgico e del rituale sia dallo sviluppo ludico e creativo. Punto di forza è l’analisi del testo che apre a tematiche inesplorate. Nel lavoro in sala, nel processo di costruzione, centrale diventa la figura dell’attore come autore del proprio ruolo e della propria vita sulla scena, generando inoltre un meccanismo di creazione basato sulla ricerca dell’energia dell’attore, attraverso l’uso dell’improvvisazione.

  • orari di lavoro: 19.00-22.00 (lun-mar-mer), 16-22 (gio), venerdì e sabato spettacolo
  • quota iscrizione € 80
  • info e contatti: 340.8250294-366.4110289
  • scrivere a: cajkateatro@gmail.com

Viaggio a Cechoville

web-promo-vig-cechoville-lowscherzo senza dramma e senza finale
Spettacolo di teatro urbano
 
ideazione e regia Monica Ciarcelluti
collaborazione artistica Riccardo Palmieri
con  Rossano Angelini, Mariangela Celi, Ludovico Costanzo, Maria Pia Di Domenico, Romina Evangelista, Mauro Mancinelli, Marco Massarotti, Riccardo Palmieri, Alessandro Rubino,  Laura Tondelli, Stefania Zeoli
Alessio Fratoni (fisarmonica) Massimo Di Moia (contrabbasso)
allestimento Mariangela Celi, Marco MassarotttiLaura Tondelli
luci Marco Massarotti
produzione Le Funambole
in collaborazione con Arterie C.i.r.t.Instabile 19, Artisti per il Matta
un grazie particolare a Enzo De Leonibus 

Cechoville è un microcosmo lillipuziano. I suoi abitanti, vengono da un mondo lontano, il mondo delle opere del drammaturgo russo Anton Cechov, abitano la città, danno corpo all’incanto del teatro, svanendo poi nel nulla, così come sono arrivati. I personaggi compaiono, si affannano in un breve frangente di vita e poi si eclissano, lasciando dietro di sé un indefinibile senso di vacuità. 

Siamo nel post-drammatico.

I testi sono tratti da “Il giradino dei cigliegi”, “Il Gabbiano”, “Zio Vanja”,

“Le tre sorelle”, “La Signora col Cagnolino”, “I danni del tabacco”, “Le ostriche”,

“L’orso”.

durata 50 min.
pubblico: 50 spettatori per replica
repliche: 29 dicembre (h. 21.00); 30 dicembre (h. 18.00 – 21.00
)

prenotazione vivamente consigliata
info e prenotazioni: funamboleteatro@gmail.com,  tel 320 442 80 86

ingresso 8 Euro (5 euro, ridotto per studenti e under 25)

Cosmogonie

parlando con le stelleGiovedì 13 agosto 2015 – ore 22,30
Piazza Marconi – San Giovanni Teatino alta

spettacolo teatrale
COSMOGONIE
Racconti dall’Universo

Il mito, atto di creazione autonoma dello spirito. Il mito, rivelazione del sacro. Ogni creazione umana ripete l’atto cosmogonico per eccellenza come creazione. La narrazione del mito non è il contrario della realtà, è l’immagine stessa del tempo, il riflesso dell’Eterno. È il bisogno ancestrale dell’essere umano di capire le esperienze, di cercare d’interpretare: trovare un significato vuol dire dare senso o coerenza alle nostre esperienze.

in scena
attori: Giulia Parrucci e Rossano Angelini
soprano: Tiziana Vocino
didgiridoo: Fabrizio Colucci
percussioni: Tino Santoro
concept: Stefano Cesinaro

Le mirabolanti avventure del Cavaliere errante – socializzazione

TeatroLab_invito-don-chisciotteIl percorso laboratoriale “La Valigia Magica” per bambini da 6 a 9 anni quest’anno ha visto ripercorrere le mirabolanti avventure di Don Chisciotte e del suo scudiero Sancio Panza attraverso la sua mente al galoppo tra spazio e tempo. I suoi personaggi lo prendono, in un vortice girano, corrono, lo assalgono come fantasmi in una notte di orribili rumori e, naufraghi su Barataria alla ricerca disperata di una identità che ansima di verità e di reale, alimentano il fuoco fatuo della fantasia.

 

Don Chisciotte vede ciò che non esiste. Don Chisciotte vede quello che palesemente non è pertinente all’universo dei sensi e della razionalità. Cosa vede Don Chisciotte? Qual è il suo punto di vista? Don Chisciotte vive una pazzia arricchita da una grande saggezza, che non lo mette al riparo da situazioni ridicole, fraintendimenti e dal guardare la realtà circostante attribuendovi significati altri. Don Chisciotte, cavaliere errante che scambia mulini per giganti, baffute contadine per incantesimi su donne meravigliose, animali per altrettanti sortilegi, circostanze consuete per affronti, catini per elmi, è la parabola di come la pazzia o i percorsi della mente facciano perdere l’uomo nei labirinti della conoscenza e della realtà delle cose.
La realtà esiste solo in quanto connotazione della mente e dell’anima umana. Quando muta il nostro modo di confrontarci con la realtà, anche questa risponde in modo diverso, e ci accadono delle cose che non avremmo pensato, ma siamo noi per primi a cambiare il nostro atteggiamento nei confronti del reale. Se si vuole conoscere il reale occorre munirsi come il nostro eroe di un buon ronzino e di buoni compagni di viaggio, percorrendo una via polverosa. Ciò che fa speciale il cammino non è nel tratto geografico, ma nel modo in cui lo si vive. Solo così la realtà – nel senso più vasto del termine – risponde in modo dinamico. Solo chi si perde nelle strade del mondo reale e immaginario può trovare se stesso e la realtà.
(Tratto da Gino Pitaro, Don Chisciotte, breve analisi di un capolavoro travisato)

Il “nostro” Cavaliere errante

Gli elementi distintivi

  • Il lume della ragione e la luce della follia
  • Il lettore di libri e i personaggi dei libri
  • Il naufragio e la ricerca dell’identità
  • La realtà e l’apparenza

Le avventure scelte

  • Capitolo VIII (Parte prima) – Del prospero successo che il prode don Chisciotte ebbe nella spaventosa e mai pensata avventura dei mulini a vento, nonché d’altri successi degni di felice ricordanza
  • Capitolo XXIII (Parte prima) – Di quello che al famoso don Chisciotte accadde in Sierra Morena, e che fu una delle più strane avventure di quante se ne racconta in questa veridica storia
  • Capitolo XVII (Parte seconda) – In cui si dimostra a quale altissimo segno e punto estremo giunse e poté giungere il coraggio inaudito di don Chisciotte, nonché dell’avventura dei leoni felicemente compiuta
  • Capitolo LXIV (Parte seconda) – Che tratta dell’avventura che più dispiacere dette a don Chisciotte di quante finora gli erano successe