Librandia. La città dei libri sognanti

(Foto Simona Budassi)

Socializzazione del percorso La Valigia Magica, pedagogia teatrale per bambini da 6 a 10 anni.

Chi percorre la Zamonia occidentale lungo l’altipiano di Dilà in direzione est, superati finalmente i mari d’erba ondeggiante, si trova all’improvviso davanti a un orizzonte d’una profondità impressionante. Lo sguardo si perde all’infinito su una pianura piatta che, in lontananza, sfuma nel deserto Dolce. Nella steppa dalla scarsa vegetazione il viandante può scorgere, quando il tempo è sereno e l’aria limpida, una macchiolina che s’ingrandisce rapidamente a patto di camminarci incontro spediti. Una macchia che assume ben presto tratti seghettati, dalla quale spuntano tetti aguzzi e che si rivela infine per la leggendaria città di Librandia, la città dei libri sognanti.

(Foto Simona Budassi)

“L’avventura evoca il tempo e fa vivere il corpo. Il corpo, attraverso l’avventura, esercita la presa sul mondo.”
Riccardo Massa

 

INFANTEATRO

TeatroLab_infanteatro_bordoTavola rotonda
INFANTEATRO
per un teatro a misura di bambino

organizzazione a cura di TeatroLab
con il sostegno di Le Funambole Arte e Teatro
in collaborazione con Artisti per il Matta

La pedagogia teatrale per l’infanzia lavora per costruire percorsi teatrali a misura di bambino dove consolidare la fiducia, l’autostima, il senso del corpo e della creatività attraverso la ricerca e l’esplorazione di vari linguaggi espressivi e inseriti in un clima di gioia, serenità e fantasia. L’incontro si propone di raccogliere interventi sul ruolo del teatro nell’educazione dei bambini da parte di teatranti, formatori, educatori, insegnanti, psicologi e psicoterapeuti.
In quell’occasione sarà inaugurata “Rete BimboTeatro” un progetto promosso dall’associazione TeatroLab che propone percorsi di crescita e di sostegno alla genitorialità come competenza che appartiene agli adulti che si prendono cura, responsabilmente, delle persone in crescita, privilegiando il teatro come strumento di crescita personale e costruzione del sé.
interventi:
Giorgia Committeri
Docente di Psicobiologia e Neuropsicologia presso Università D’Annunzio
Elisabetta Bascelli
Docente di Psicologia dello Sviluppo presso Università D’Annunzio
Mariantonietta Ciarciaglini
Insegnante – Responsabile Gruppo territoriale Movimento di Cooperazione Educativa
Rossano Angelini
Docente di Discipline dello Spettacolo presso Università D’Annunzio – Form-attore presso TeatroLab
Giulia Parrucci
Educatrice – Pedagoga teatrale per l’infanzia presso TeatroLab

Le mirabolanti avventure del Cavaliere errante – socializzazione

TeatroLab_invito-don-chisciotteIl percorso laboratoriale “La Valigia Magica” per bambini da 6 a 9 anni quest’anno ha visto ripercorrere le mirabolanti avventure di Don Chisciotte e del suo scudiero Sancio Panza attraverso la sua mente al galoppo tra spazio e tempo. I suoi personaggi lo prendono, in un vortice girano, corrono, lo assalgono come fantasmi in una notte di orribili rumori e, naufraghi su Barataria alla ricerca disperata di una identità che ansima di verità e di reale, alimentano il fuoco fatuo della fantasia.

 

Don Chisciotte vede ciò che non esiste. Don Chisciotte vede quello che palesemente non è pertinente all’universo dei sensi e della razionalità. Cosa vede Don Chisciotte? Qual è il suo punto di vista? Don Chisciotte vive una pazzia arricchita da una grande saggezza, che non lo mette al riparo da situazioni ridicole, fraintendimenti e dal guardare la realtà circostante attribuendovi significati altri. Don Chisciotte, cavaliere errante che scambia mulini per giganti, baffute contadine per incantesimi su donne meravigliose, animali per altrettanti sortilegi, circostanze consuete per affronti, catini per elmi, è la parabola di come la pazzia o i percorsi della mente facciano perdere l’uomo nei labirinti della conoscenza e della realtà delle cose.
La realtà esiste solo in quanto connotazione della mente e dell’anima umana. Quando muta il nostro modo di confrontarci con la realtà, anche questa risponde in modo diverso, e ci accadono delle cose che non avremmo pensato, ma siamo noi per primi a cambiare il nostro atteggiamento nei confronti del reale. Se si vuole conoscere il reale occorre munirsi come il nostro eroe di un buon ronzino e di buoni compagni di viaggio, percorrendo una via polverosa. Ciò che fa speciale il cammino non è nel tratto geografico, ma nel modo in cui lo si vive. Solo così la realtà – nel senso più vasto del termine – risponde in modo dinamico. Solo chi si perde nelle strade del mondo reale e immaginario può trovare se stesso e la realtà.
(Tratto da Gino Pitaro, Don Chisciotte, breve analisi di un capolavoro travisato)

Il “nostro” Cavaliere errante

Gli elementi distintivi

  • Il lume della ragione e la luce della follia
  • Il lettore di libri e i personaggi dei libri
  • Il naufragio e la ricerca dell’identità
  • La realtà e l’apparenza

Le avventure scelte

  • Capitolo VIII (Parte prima) – Del prospero successo che il prode don Chisciotte ebbe nella spaventosa e mai pensata avventura dei mulini a vento, nonché d’altri successi degni di felice ricordanza
  • Capitolo XXIII (Parte prima) – Di quello che al famoso don Chisciotte accadde in Sierra Morena, e che fu una delle più strane avventure di quante se ne racconta in questa veridica storia
  • Capitolo XVII (Parte seconda) – In cui si dimostra a quale altissimo segno e punto estremo giunse e poté giungere il coraggio inaudito di don Chisciotte, nonché dell’avventura dei leoni felicemente compiuta
  • Capitolo LXIV (Parte seconda) – Che tratta dell’avventura che più dispiacere dette a don Chisciotte di quante finora gli erano successe

Workshop di riuso

lab_riusoNell’ambito del percorso di pedagogia teatrale “Le mirabolanti avventure del Cavaliere errante” è stato realizzato il workshop di scenografia curato da Silvia Giovannoli, docente di Corso di Riuso nel design presso l’Università Europea del Design di Pescara.

Il laboratorio artistico-creativo ha coinvolto i bambini e i genitori nella manipolazione di diversi materiali di scarto per realizzare gli oggetti di scena. L’obiettivo del laboratorio è di sviluppare, attraverso la manualità, la consapevolezza fin dalla più tenera età che i rifiuti possono essere in realtà delle risorse, grazie all’importanza del loro riutilizzo, e, soprattutto, che uno stile di vita individuale e collettivo con minore impatto ambientale è possibile.