Viaggio a Cechoville

“Viaggio a Cechoville è un lavoro innovativo e sperimentale” spiega la regista Monica Ciarcelluti, “che mette in atto i nuovi principi della messa in scena, secondo cui la narrazione non è più il motore della messa in scena”. In Cechov è sempre molto forte la dicotomia tra vita di città e di provincia. La città è il luogo per eccellenza dove poter vedere realizzati i propri sogni in una vita ideale, che mai si compie per incapacità dei personaggi ad essere nell’azione. Ecco perché ho scelto la città. Ho immaginato invece che per un attimo questi personaggi riuscissero ad arrivare in una città ideale, una città-cosmos senza connotazione, Cechoville appunto, emblema della comune anima universale ma anche dei paradossi legati alla vita umana. I personaggi delle opere di Cechov vengono da un mondo lontano, danno corpo all’incanto del teatro, svanendo poi nel nulla, così come sono arrivati. Siamo nel Postdrammatico.